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Dal 2000 al 2005 e dal 2005 al 2010 è stato assessore ai Trasporti, Viabilità, Porti, Aeroporti, Interporti e Demanio Marittimo della Giunta Regionale della Campania.
In questa veste ha avviato un programma di rilancio delle infrastrutture di trasporto della Campania da 29 miliardi di euro, che comprende l’alta velocità-capacità ferroviaria, il progetto di metropolitana regionale, la tariffazione integrata, il metrò del mare, il potenziamento e adeguamento di strade e autostrade e dei sistemi dei porti commerciali e turistici, degli aeroporti e degli interporti.
Per l’attuazione di questo piano, in Campania tra il 2001 e il 2010 sono stati spesi complessivamente 8 miliardi.
 
Il progetto di Metropolitana Regionale
L’area che va da Napoli a Salerno passando per Caserta - 3,5 milioni di residenti, con una densità tra le più alte in Europa e nel mondo (1.900 abitanti per kmq) – era bisognosa di un massiccio intervento di miglioramento della mobilità E per questo motivo è stata avviata la più grande opera pubblica in corso in Italia dopo l’Alta velocità.
 
I numeri di un successo
Dal 2001 spesi quasi 3 miliardi di euro tra fondi europei, statali, regionali (compresi quelli trasferiti dallo Stato) e di altri enti locali.
Un miliardo di fondi europei destinati ai trasporti. In particolare,la Regione Campania ha già speso l’intero budget di fondi europei del POR (Programma Operativo Regionale) 2000-2006 destinati ai trasporti (quasi un miliardo di euro), ottenendo così anche le premialità previste dall’Unione Europea per gli enti più virtuosi nella capacità di spesa.
Aperti 54 km di linee e 39 stazioni. Grazie a questi fondi, sono stati aperti al pubblico 54 km di nuove linee e 39 fermate e stazioni (tra nuove e riqualificate) su tutto il territorio regionale.
Nello stesso periodo a Milano 14 km nuovi e a Roma soltanto due. Un risultato che non ha eguali in Italia: basti pensare che, nello stesso periodo, a Milano si sono inaugurati 14 km di linee e a Roma soltanto due.
 
Il Metrò dell’arte, un’eccellenza campana
La tratta Vanvitelli-Museo-Dante della linea 1 della metropolitana di Napoli è ormai conosciuta come il “metrò dell’arte” (in quanto all’interno delle stazioni sono state installate numerose opere d’arte contemporanea), e una volta completata, sarà l’anello centrale dell’intero sistema, collegato al resto dell’area metropolitana e della regione da nodi di interscambio. Altre stazioni con opere d'arte all'interno vi sono anche nella Circumvesuviana e nella nuova linea “Arcobaleno” Napoli-Giugliano-Aversa, così chiamata perché ogni stazione è contraddistinta da un colore dell'iride. Tra i numerosi esempi di questo tipo le “stazioni dell’arte” della linea 1 della metropolitana di Napoli (Dante, Museo, Materdei, Salvator Rosa, Quattro Giornate), affidate ad architetti del livello di Mendini e Gae Aulenti e arricchite al proprio interno da opere di artisti contemporanei con Kosuth, Kounellis e Palladino. Per la metropolitana regionale sono stati coinvolti praticamente tutti i maggiori architetti mondiali (da Foster a Rogers, da Botta a Perrault, Siza, Kapoor, Fuksas, Eisenman,etc).
Nell'aprile 2009 la metropolitana di Napoli e della Campania ha vinto a Londra il premio “Most Innovative Approach to Station Development” (Miglior approccio innovativo nello sviluppo delle stazioni), una sorta di premio Oscar delle metropolitane, assegnato nell’ambito di “Metros 2009”, la più grande manifestazione internazionale sull’industria di settore, cui hanno partecipato più di 300 rappresentanti dei sistemi di trasporto su ferro di tutto il mondo.
 
 
Alta velocità, una svolta per unire Nord e Sud
Siamo stati i primi nel 2005 a inaugurare la prima tratta della linea, la Roma-Napoli, aperta in anticipo di tre anni sulla data prevista grazie a un collegamento tra nuovi e vecchi binari tra Gricignano e Napoli e per tre anni, dunque, abbiamo sperimentando con successo i vantaggi di poter raggiungere la capitale in appena un'ora e venti minuti di viaggio. Così come nel 2008 abbiamo aperto la tratta da Napoli a Salerno, che ci ha consentito di avviare un programma di corse tra le due città campane con durate di 35 minuti.
Dal 2009 si sono ridotti ancora i tempi, 70 minuti tra Roma e Napoli e 29 minuti tra Salerno e Napoli.
 
Napoli-Roma
70 minuti
Salerno-Napoli
29 minuti
 
Significativo il programma di potenziamento e rinnovamento del materiale rotabile ferroviario. Tra ferrovie regionali e Trenitalia si è avviata l’acquisizione di 94 nuovi treni nonché il “revamping” (ossia l’ammodernamento e il restyling) di 75 vecchi treni.
 
 
Linea ferroviaria Napoli - Bari
Il progetto della linea ferroviaria AV/AC Napoli-Bari rappresenta uno dei rari esempi in Italia di un progetto moderno basato sulla fattibilità tecnica, economica, ambientale nonché sulla condivisione delle scelte con i territori coinvolti (Public Engagement).
Il progetto prevede il potenziamento e la velocizzazione della tratta ferroviaria Napoli-Bari, che permetterà il collegamento tra Roma, Napoli e Bari, che diventerà così uno dei sistemi metropolitani più grandi d’Europa e faciliterà la costruzione di una rete di servizi tra le tre città e le relative aree di influenza, in modo da accelerare ogni forma di scambio commerciale, culturale e turistico, e di creare un mercato autonomo nel Mezzogiorno d’Italia
 
Unicocampania: 551 comuni, 14 aziende, un solo biglietto
Unicocampania è il più ampio sistema di integrazione tariffaria che prevede un solo tipo di biglietto per le 14 aziende di trasporto pubblico che collegano i 551 comuni delle 5 province della nostra regione (1.500 corse di treni e 26.500 corse di autobus al giorno).
In quindici anni di lavoro sicuramente il primo passo importante è rappresentato,nel 1995, quando viene istituita la tariffa integrata “GIRANAPOLI” ed integrato il sistema di trasporti dell’area urbana di Napoli; nel 2000 viene istituita la tariffa integrata “UNICO Napoli & Provincia” e l’integrazione si estende tra Napoli e 43 Comuni con un bacino d’utenza di circa 2.300.000 abitanti; l’anno successivo il progetto si allarga e viene istituita la tariffa integrata “UNICOCAMPANIA” che prevede l’integrazione tra Napoli e 162 Comuni con un bacino d’utenza di 3.500.000 abitanti; infine il primo gennaio del 2003 viene estesa la tariffa integrata UNICOCAMPANIA a tutta la Regione integrando Napoli e 550 Comuni con un bacino d’utenza di 5.630.000 abitanti.
Nel 2009, l'introito da biglietti ed abbonamenti venduti è ammontato a circa 200 Milioni di Euro /anno, il 52% è derivato dalla vendita di biglietti singoli ed il 48% è derivato dalla vendita di abbonamenti (mensili e annuali).
 
 
Il successo di Unicocostiera
Ambiente, turismo, comfort, sono le chiavi di Unicocampania, sempre attento alle esigenze di turisti e del territorio. E punta a migliorare il servizio, tenendo anche d'occhio il rispetto dell' ambiente, la nuova offerta di Unicocostiera, il sistema di tariffazione e di mobilità integrata in vigore sulle costiere Sorrentina e Amalfitana.
 
Trasporto su gomma, nuovi mezzi sicuri ed ecologici
In questi anni abbiamo dato grande risalto anche all’adeguamento del parco mezzi, in particolare di quello su gomma, che è maggiormente inquinante. Per garantire agli utenti un servizio di trasporto pubblico di qualità non si può infatti prescindere da treni e da autobus dotati di tecnologie di bordo avanzate e che rispondano a requisiti di comodità, di insonorizzazione, di gradevolezza degli interni e di affidabilità, di basso impatto ambientale. E’ stato quindi attuato un consistente piano per l’ammodernamento di tutto il parco mezzi, a cominciare dai 70 nuovi treni comprati negli ultimi anni per le aziende di trasporto su ferro regionali, da Trenitalia a Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania Nordest, per un investimento complessivo di circa 300 milioni di euro.
Ancora più imponente è il nuovo Piano di rinnovamento in corso dei mezzi su gomma: la Regione Campania ha, infatti, provveduto all’acquisto di 1.250 nuovi autobus moderni e a bassissimo o nullo impatto ambientale, che stato sostituendo progressivamente il 91 per cento di tutti i mezzi con più di 15 anni di età delle 123 aziende di trasporto regionale su gomma. Il complesso di questi interventi (ai quali bisogna aggiungere anche il potenziamento dei collegamenti marittimi come il metrò del mare) ha già prodotto risultati significativi: negli ultimi 6 anni in tutta la Regione c’è stato un aumento di passeggeri del trasporto pubblico locale di circa il 40%, con una riduzione di 235.000 auto in circolazione al giorno (che, se messe in fila, coprirebbero l'intera distanza tra Napoli e Berlino!) e di circa 250mila tonnellate all’anno di anidride carbonica (CO2), ossia una diminuzione del 4 per cento delle emissioni inquinanti derivanti dai trasporti.
 
 
Il primo Metrò del Mare del Mediterraneo
L’assessorato ai trasporti ha cominciato nel 2001 a testare un innovativo tipo di servizio di trasporto pubblico che ha denominato appunto “metrò del mare”. Il servizio effettua collegamenti tra le principali località turistiche della Campania, da Napoli alla zona vesuviana, dalla costiera sorrentino-amalfitana a quella cilentana, fino a Capri. In questi anni sono stati raggiunti tre obiettivi molto importanti per la Campania: riduzione di traffico e smog e aumento del turismo.



7 linee, 22 scali,
1,6 milioni
di passeggeri
in nove anni
I risultati:
570mila auto
e 3.500 tonnellate
di CO2 in meno
 
 
 
 
Il futuro è nei porti: tutti i numeri
 
6.000 nuovi posti barca per rilanciare
il sistema dei porti turistici realizzati
 
I 6mila nuovi posti barca creati dal nostro programma hanno generato circa 5.300 posti di lavoro così suddivisi:
• circa 1.800 nuovi addetti diretti, di cui 1.500 (1 ogni 4 posti barca) nelle attività di rimessaggio, assistenza tecnica e riparazioni, costruzioni nautiche e 300 (1 ogni 17 posti barca) destinati ai servizi di ormeggio e assistenza portuale;
• circa 3.500 lavoratori indiretti dell'indotto, legati alle attività turistiche e di servizio
a supporto del diportismo generate dai nuovi porti e posti barca (1,9 lavoratori indiretti per ogni addetto diretto, fonte CENSIS).
 
 
 
Questi i principali lavori conclusi:
• il porto di Sancio Cattolico a Procida, con l’attivazione di 210 posti barca che si aggiungono ai 260 già operativi, per un totale di 470;
• la Marina di Stabia a Castellammare, da 1.100 posti;
• i porti restituiti al diporto di Sapri (500 posti barca) e Casal Velino (320 posti barca), Scario (350 posti barca), Policastro Bussentino (450 posti barca), Agnone (250posti barca);
• il porto di Acquamorta a Monte di Procida (250 posti barca);
• i lavori di potenziamento, riqualificazione e messa in sicurezza di Marina della Gaiola, Riva Fiorita e Marechiaro a Napoli;
• gli approdi per il metrò del mare di Casal Velino e San Marco di Castellabate, Camerota, Piano di Sorrento;
• l'ampliamento dell'offerta di ormeggi destinati al diporto in transito e ai maxiyacht nel porto di Casamicciola Terme a Ischia;
• il nuovo porto di Maiori da 130 posti barca;
• il nuovo porto di Acciaroli da 440 posti barca;
• i campi boa sul lungomare di Napoli da 1.200 posti barca;
• le concessioni per 4 + 4 anni ai vincitori del bando di gara regionale per il porto di Baia, per 750 posti barca.
 
 
 
Al 2010 risultano in fase di realizzazione:
Marine di Arechi e Pastena a Salerno
Marina di Pinetamare a Castel Volturno
Marina di Vigliena a Napoli
il primo lotto dei lavori al porto di Capri
la stazione marittima di Minori
lavori di potenziamento degli scali Marina di Pisciotta, Camerota, e il completamento della stazione marittima di Salerno.
 
     
 
Turismo in movimento, Citysightseeing e dintorni
Il 3 Aprile 2004 nasce il City Sightseeing Napoli, si è trattato di una vera e propria sfida, in una città meravigliosa ma anche difficile. Tre i percorsi proposti capaci di far restare a bocca aperta i turisti di tutto il mondo, napoletani in testa. La vista da quattro metri d’altezza regala, di fatto, a tutti un orizzonte diverso. Si attraversa il centro storico, cuore antico e pulsante di mille tradizioni, intravedendo, nelle strade laterali, i caratteristici vicoli angusti della città vecchia e la ricchezza dei suoi musei; dal lungomare si risale la collina di Posillipo, godendo la vista di uno dei golfi più romantici del mondo. Di fronte, il Vesuvio che, con la sua figura maestosa protegge l’intera baia. E poi la Napoli viva, il salotto buono della città, le strade del lusso e delle grandi griffe per arrivare fino al punto più panoramico della città: San Martino.

Particolare successo hanno avuto nel 2009 tre linee nuove:

• il “Coast Sightseeing Baia di Napoli” - che come il bus rosso scoperto a due piani fa il giro del golfo da Posillipo ai Campi Flegrei - ha trasportato da maggio ad agosto oltre 6500 passeggeri (di cui il 59% di italiani e il 41% di stranieri);
• il “Coast Punta Campanella” - che fa invece il giro della costiera sorrentina - da giugno ad agosto ha registrato circa 1000 viaggiatori;
• il “Sorrento by night” - che effettua corse serali e notturne fra Napoli e Sorrento – ha infine superato i 3.300 passeggeri.
 
 
 
Sicurezza stradale, la cultura dell’informazione
La Regione Campania è attiva fin dal 2000 nel campo della sicurezza Stradale. Oltre agli specifici interventi sulle infrastrutture stradali e autostradali, per la messa in sicurezza delle strade urbane la Regione Campania ha avviato nel 2000 con fondi propri il Programma Strade Sicure, gestito dall’ARCSS, la prima agenzia regionale d’Italia per la promozione della sicurezza stradale. Complessivamente sono stati stanziati 30 milioni di euro (di cui 5 di fondi regionali e circa 25 di fondi nazionali) che hanno consentito di finanziare oltre 100 interventi in tutte le province e che hanno attivato circa 15 milioni di euro di cofinanziamento degli Enti locali.
Tra gli interventi finanziati:
• Piani Provinciali della Sicurezza stradale e Piani della sicurezza stradale urbana;
• Progettazione e realizzazione di zone 30, reti di percorsi pedonali, per la mezza in sicurezza delle intersezioni e di miglioramento dell’illuminazione;
• Creazione di centri per il monitoraggio del fenomeno di incidentalità e dei fattori di rischio per la sicurezza stradale;
• Rafforzamento e creazione di uffici di Polizia dedicati ad azioni specifiche di prevenzione e controllo;
• Acquisto di tecnologie per la rilevazione a distanza delle infrazioni;
• Attività di informazione e sensibilizzazione nelle scuole e con campagne alla cittadinanza.
Il dispositivo tecnologico che ha dimostrato maggiore efficienza (effetti sulla sicurezza rispetto ai costi) ed efficacia (raggiungimento dei valori obiettivo) per aumentare la sicurezza sulle strade a scorrimento veloce è il TUTOR.
Dall’inizio del 2009, anche la Tangenziale di Napoli ha adottato il TUTOR, e nei primi sette mesi di utilizzo si sono registrati:
• 35% del numero di incidenti totali
• 67% di incidenti mortali
• 78% di morti in incidenti
Dal 2004 al 2006 tramite l’ARCSS e l’Aci Napoli abbiamo condotto campagne di rilevazione sull’uso dei dispositivi di protezione (casco e cinture). Nel 2005 con l’ARCSS, con un investimento di 500.000 € nell’ambito di una gara europea, abbiamo realizzato la prima intensa campagna su tutto il territorio regionale dedicata ai principali fattori di rischio: velocità, abuso di alcol, telefonino, casco e cinture che ha ottenuto il premio speciale “Millecanali per la miglior campagna diffusa in area locale”, in occasione della 15esima Rassegna internazionale della Comunicazione Sociale Pubblica e Privata “AD Spot Award 2005”.
   
 
Una grande piattaforma logistica crocevia di investimenti
Il fronte della logistica è determinante per lo sviluppo della Campania. E per questo motivo a strutture già operative e avviate come l’interporto di Nola e i porti di Napoli e Salerno molto stiamo facendo in tutta la regione per arricchire il più grande sistema logistico del Mezzogiorno.
Positivi anche i risultati nel settore del trasporto delle merci e della logistica, come quelli dei contenitori nei porti di Napoli e Salerno, le “autostrade del mare”, e negli interporti già attivi, di Nola e di Marcianise-Maddaloni. In particolare, per i servizi ferroviari di interconnessione, la Regione Campania ha programmato e finanziato il servizio di trasporto container combinato strada-rotaia ad elevata frequenza tra il porto di Napoli e l’interporto di Nola, allo scopo di ridurre il traffico su strada e di aumentare la capacità di movimentazione delle merci: grazie all'utilizzo degli spazi dell'interporto, che diventa così “retroporto”, c'è ora un' unica grande infrastruttura logistica che va dal mare alle piazzole della struttura vesuviana. Nasce così “Naples” (Naples port logistics extended system), la prima piattaformalogistica integrata in Italia.
Nel 2004 è stata concepita la prima agenzia logistica italiana, LOGICA che offre la propria conoscenza del contesto regionale, che si concretizza in una attività di marketing territoriale e di analisi del tessuto produttivo e imprenditoriale mirata a favorire la conoscenza del panorama delle strutture e dei servizi legati a diversi settori di attività. Una delle realizzazioni che Logica mette a disposizione degli operatori è uno screening dei servizi logistici in Campania e del tessuto produttivo della regione: un database creato in collaborazione dell’Università degli Studi di Napoli.
 
 
 
Viabilità in Campania, un sistema risanato
Dal 2000 a oggi sono stati già finanziati complessivamente, sulla rete regionale/provinciale e nazionale 521 interventi, per un importo di 5,6 miliardi di euro.

Di questi sono:
• completati 172 interventi, per 1 miliardo di euro;
• in corso 141 interventi, per 2,1 miliardi di euro;
• in fase di appalto 208 interventi, per 2,5 miliardi di euro.

Queste le principali opere completate:
• la bretella 268-A30, con il nuovo svincolo di Palma Campania;
• sulla Napoli-Pompei-Salerno: gran parte della terza corsia, i nuovi svincoli di Pompei, T. Annunziata Sud e Nord, Torre del Greco, San Giorgio, Portici-Ercolano; i nuovi raccordi di S. Giovanni - Porto di Napoli e S. Giovanni- Barra;
• terza corsia sull’intero tratto campano dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e nuovo svincolo del “Pagliarone” per l’aeroporto di Pontecagnano con realizzazione viabilità ordinaria di raccordo al nuovo svincolo;
• nuovo svincolo di Santa Maria Capua Vetere sull’A1;
• il completamento della variante di Caserta;
• la messa in sicurezza della Tangenziale di Napoli;
• la strada Futani-Centola;
• le bretelle della Fondo Valle Isclero;
• le bretelle sulla Salerno-Avellino per l’università di Fisciano;
• la messa in sicurezza e la razionalizzazione degli incroci a raso sulla Domiziana, con la realizzazione di rotatorie, per 3 milioni di euro;
• la messa in sicurezza del tratto stradale denominato “Zingara Morta” (con eliminazione di curve pericolose e realizzazione terza corsia) della SS 87-88 Fondovalle Tammaro;
• asse viario di collegamento tra via Scappi e via Nazionale con interconnessione al casello autostradale di
Torre del Greco;
• via Cupa Monti (Portici-Ercolano) sulla A3;
• S.P. Nuova Cantariello (zona IKEA);
• completamento della strada Quarto – Reginelle;
• completamento SS 517 Bussentina e SS 18 Aversana.
La Regione Campania ha, inoltre, promosso il project financing di due importanti infrastrutture extraurbane: l’adeguamento a 4 corsie della SS 372 Telesina (itinerario Caianello – Benevento) e il collegamento autostradale tra la A1, l'aeroporto di Grazzanise e la direttrice SS 7 quater Domitiana.
 
 
La programmazione aeroportuale in Campania
La Giunta regionale guidata da Antonio Bassolino e con l’assessore ai Trasporti Ennio Cascetta nel 2003 ha fatto realizzare da tre società di livello internazionale un dettagliato studio di fattibilità sul sistema aeroportuale campano, poi consegnato al Ministero delle Infrastrutture, competente per l’attivazione in concreto degli interventi. Un primo concreto passo in avanti per il completamento del sistema aeroportuale della Campania, atteso da 50 anni.
Secondo gli scenari previsti dallo studio di fattibilità – e confermati dal successivo masterplan redatto dalla Gesac – il traffico aereo in Campania sarebbe aumentato nei successivi anni in maniera esponenziale (da 5 a 15-20 milioni fino al 2043), fino a rendere il solo Capodichino non più sufficiente a soddisfare l’eccesso di
nuova domanda, e dunque rendendo assolutamente necessaria la realizzazione del nuovo scalo di Grazzanise, destinato ad assorbire progressivamente la nuova domanda (delocalizzazione funzionale).
Lo studio stabiliva anche per la prima volta la necessità di realizzare un sistema unico integrato, basato su 3 aeroporti (Capodichino, Grazzanise e Pontecagnano), con diverse e complementari “specializzazioni funzionali” e una gestione coordinata, al fine di massimizzare l'efficacia del sistema e minimizzare i costi di esercizio e gestione, così come avviene sia in Italia (vedi Aeroporti di Roma che gestisce Fiumicino e Ciampino) che nel resto del mondo.
Nel luglio 2009, è stato firmato l'atto di intesa programmatica tra Enac e Gesac per la realizzazione e gestione del nuovo aeroporto di Napoli-Grazzanise. Grazie a questo atto, la Gesac ha potuto avviare la progettazione per la realizzazione del nuovo scalo che, una volta
 
ultimato, consentirà di richiedere al Cipe i fondi del Fas (FondoAree Sottoutilizzate) già previsti dall'accordo Governo-Regione sulla Legge Obiettivo dell'agosto 2008, e arrivare così al più presto all'inizio dei lavori.
Per migliorare l’accessibilità del nuovo aeroporto, è previsto un collegamento ferroviario della metropolitana regionale (in corso uno studio di fattibilità dell’EAV), oltre che il collegamento stradale A1-Capua-Villa Literno- tangenziale di Napoli, che metterà sullo stesso grande “raccordo anulare della Campania” i due scali di Grazzanise e Capodichino. E’ poi anche prevista la realizzazione di una stazione della metropolitana regionale (della linea 1 di Napoli e della linea Arcobaleno che collega Napoli, il Casertano e i Comuni a nord del capoluogo) all'interno dello scalo, e così Capodichino sarà il primo aeroporto d'Italia ad avere una fermata della metro direttamente al proprio interno.
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Prof. Ing. Ennio Cascetta - Professore Ordinario di Pianificazione dei Sistemi di Trasporto presso l’Università Federico II di Napoli